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- MARZO
2009
Pagina del portale :
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Tragedia ad Abidjan 22 morti
allo stadio
Prima della gara di qualificazione ai Mondiali tra Costa
d'Avorio e Malawi, vinta 5-0 da Drogba e compagni, un gruppo di
tifosi, pur muniti di biglietto, ha tentato di forzare un
passaggio per accedere allo stadio. La polizia ha risposto con
lacrimogeni, e nella calca è successo il finimondo
Gazzetta dello Sport 29-03-2009 |
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Calcio, aggressione a
Galliani; Digos: Non sono stati ultrà
24 marzo 2009 alle 18:49 —
Fonte: repubblica.it
Non sarebbero stati degli Ultrà ad
aggredire il vicepresidente del Milan Adriano
Galliani domenica sera, al termine della partita al
San Paolo tra Napoli e Milan.
Ne è convinta la Digos della Questura di Napoli,
che sta indagando sull’ episodio. Il vicequestore
Antonio Sbordone esclude l’ipotesi che possano
essere stati alcuni degli ultras milanisti, presenti
in 400 circa a Fuorigrotta, a prendere di mira il
dirigente rossonero, ma anche che siano stati gruppi
organizzati del Napoli. Si sarebbe trattato invece
di alcune decine di tifosi che stavano defluendo dal
San Paolo. (24/03/2009) (Spr)
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Matteo, un anno
dopo

Dopo la giornata di ieri, dopo la nascita della Fondazione
che porta il suo nome, oggi due mazzi di fiori sono stati posti
nei luoghi più cari a Matteo: uno in piazzale Allende (ex sede
del centro sociale Mariano Lupo) e uno sotto la Curva Nord, che
ora porta il suo nome. Al Tardini, in occasione della partita
Parma Piacenza, è stato anche presentato un murales a lui
dedicato. L’annuncio dei Boys, ripreso e diffuso anche dal
sito dei tifosi sampdoriani, recita: «Un modo per tramandarne il
ricordo, e per rappresentare il legame indissolubile con la
Nord. Perché un ultras non muore mai, vive per sempre nella sua
Curva».
Domani, in occasione dell’anniversario della sua scomparsa,
sarà celebrata una messa nella parrocchia di Santa Cristina, e
un nuovo incontro per ricordare Matteo è previsto per il 20
giugno.
Altri servizi sulla Gazzetta di Parma oggi
in edicolaMATTEO UN ANNO
DOPO : LA CRONACA DI IERI
Una giornata per ricordare il «Bagna». A un
anno dalla morte di Matteo Bagnaresi - il tifoso
del Parma investito e ucciso da un pullman di
tifosi juventini in un'area di servizio durante
una tragica trasferta -, genitori e amici del
ragazzo lo ricorderanno presentando la
fondazione in suo nome, nonché i progetti e le
attività da realizzare sul tema «ambiente e
sicurezza».
L'appuntamento era questa mattina all’auditorium
della Pubblica assistenza di via Gorizia. Sono
intervenuti diversi amici di Matteo che hanno
proiettato foto e filmati che lo riguardano e
alcuni suoi ex insegnanti. Ma hanno
parlato anche i genitori, a cui è toccato il
compito di presentare la fondazione e le
attività ad essa correlate. -
Guarda il servizio del Tg Parma
Anche gazzettadiparma.it vuole offrire il
suo piccolo contributo a questa giornata.
Dedichiamo questo spazio della nostra home page
a Matteo e alle manifestazioni in suo ricordo.
ma lo facciamo, almeno per una volta, mettendoci
da parte. Vorremmo che a scrivere questa pagina
foste voi, ad iniziare dagli amici di Matteo. E
vogliamo riportare in questo spazio il saluto
che a Matteo viene tributato oggi dai Boys
(ovviamente troverete altro materiale sul
sito
dei Boys , dove anche l'home page si
apre con una foto-omaggio al "Bagna"). Noi, da
parte nostra, ci limitiamo a proporre un
intervento nell'approfondimento che trovate in
fondo a questo articolo, sperando che anche
questo contribuisca ad una giornata di ricordo,
di dolore, di silenzio, ma anche di voglia di
fare.
Ciao Bagna, caro amico ultras...
(dal sito
www.boysparma1977.it )
27 - 03 - 2009
Ciao Bagna
È passato ormai un anno dalla tua morte, e
ancora ci fa un po' senso parlarne, ci suona
strana la parola morte accostata al tuo nome.
Eppure non possiamo far finta di niente, come se
nulla fosse successo, tu non ci sei più, e si
sente: si sente il vuoto, si sente la tua
mancanza, si sente ancora il rumore delle nostre
lacrime...
Era il 30 marzo 2008, eri in pullman con noi, in
una delle tante trasferte insieme. Con noi, con
i Boys, perché eri un ultras, perché eri un Boys,
perché eri un tifoso del Parma. Pochi maledetti
secondi, il tempo che basta a perderti di vista,
e tu non c'eri più, e Dio solo sa se le immagini
dopo se ne andranno mai dai nostri occhi. Perché
noi non vogliamo ricordarti così, come ti
abbiamo visto, vogliamo ricordarti ancora sul
pullman, sciarpa al collo, sorridente.
Dopo è arrivato il momento del dolore e del
silenzio. Ma solo noi che ti abbiamo conosciuto,
che ti abbiamo voluto bene, abbiamo rispettato
questo momento. Tutti quelli che han giudicato,
parlato, condannato facciano i conti con la
propria coscienza. Permettici di dirlo, tu li
avresti chiamati in una sola maniera: infami.
Ti abbiamo salutato in tanti, Bagna. In tanti
ultras, tifosi, amici si sono stretti intorno
alla famiglia e a noi, e a tutti quelli che ti
piangevano. Un segno di quello che hai lasciato,
della bellissima persona che eri, un gesto che
ha dato la forza a molti, che ha insegnato ai
tanti "sciacalli" cosa vuol dire essere uomini e
avere dei valori! Valori: parola che fra qualche
anno non entrerà nemmeno nel vocabolario...
E' passato un anno, o per meglio dire, volato un
anno. E noi non abbiamo mai smesso di
ricordarti.
Ti abbiamo dedicato la nostra Curva, ora la
Curva Nord "Matteo Bagnaresi" e ovunque andiamo,
ovunque c'è il Gruppo, c'è lo stendardo con
questo nome. Il primo e l'ultimo coro che
facciamo sono sempre per te, così come la dedica
quando si vince. Anche molti muri della città
portano il tuo nome, molti cittadini storcono il
naso, ma a te piaceva e per noi è giusto così.
Abbiamo cercato di star vicino ai tuoi genitori,
affranti dal dolore, come possibile, con una
visita, una chiamata, appoggiando le loro
iniziative per ricordarti.
Piccoli grandi gesti.
Il tuo viso ora verrà impresso anche sui muri
del Tardini, quel Tardini che vogliono spostare,
cambiare, snaturare. Un muro dedicato a te, ma
anche a tutti quei ragazzi che ci hanno
lasciato, che non sono più in Curva a cantare. E
verrà anche il momento di ricordarti in Nord...
Piccoli grandi gesti.
"Ci manchi tanto", questo vorremo dirti. Tanto
semplice, quanto completo. Te lo vorrebbero dire
tutti quelli che ti han conosciuto, dai vecchi
che ti han visto fare i primi passi nei Boys, a
chi è cresciuto insieme a te, ai giovani che
magari non ti hanno mai parlato.
Ci manchi, Bagna!
I tuoi amici Boys
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Treviso Irruzione ultras in sede,
aggrediti dirigenti
20:30 del 21 marzo
dal sito calciomercato.com
Nel pomeriggio una ventina di giovani
appartenenti alle fasce del tifo estremo
del
Treviso hanno fatto irruzione in un
ufficio della società e hanno aggredito
alcuni dirigenti, tra dei quali sono
finiti al Pronto soccorso. Al momento
dell'irruzione era in corso una riunione
fra il presidente Ettore Setten e la
compagine sociale. Gli sconosciuti, che
le forze dell'ordine ora stanno
ricercando, hanno dapprima contestato la
gestione della società, accusandola di
essere la causa prima del bilancio
fallimentare della squadra (ultima in
serie B e impegnata lunedì sera nel
posticipo contro il
Grosseto), poi hanno messo a
soqquadro la sede e colpito con pugni e
spintoni alcuni dei presenti, prima di
dileguarsi.
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Calcio, Ultras Bari: Nessun fischio o
striscione anti Lippi
Alberto Savarese, uno dei leader
degli Ultras Bari 1976, gruppo dominante nella curva
nord, spegne le polemiche sulla mancata convocazione
in azzurro di Antonio Cassano.
“Nello stadio San Nicola non ci sarà nessun
fischio o striscione contro il ct dell’Italia,
Marcello Lippi. L’esclusione di Tonino? È una scelta
tecnica che bisogna rispettare — spiega — anche
perchè il signor Lippi in carriera mi sembra che
abbia vinto qualcosina…”. Al ‘Pibe de Bari’ Savarese
riserva infine una considerazione amara: “Un
allenatore quando convoca un atleta tiene conto
della bravura tecnica e del carattere. Cassano ha
dimostrato di avere sicuramente piedi buoni. La
testa un pò meno…”. (26/03/2009) (Spr) - KAtaweb
news
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Trovate spranghe prima di
Novara-Pro PatriA
Clima poco tranquillo a Novara come a Busto
Arsizio, anche se per motivi diversi,
intorno al mondo del pallone:
nella città lombarda a tenere tutti sulla
corda sono le vicende societarie e i
movimenti del
duo Zoppo-Tonellotto da una parte,
della "cordata" pronta a subentrare ma non
ancora uscita allo scoperto dall'altro.
Domenica al "Silvio Piola"
i piemontesi e la Pro Patria si
sono affrontati per un match "caldo" e
sentito come il derby del Ticino. Al di là
del risultato del campo, negativo per i
tigrotti, all'esterno tirava brutta aria già
prima della partita. A conferma, la Questura
di Novara riferisce oggi, martedì, che prima
dell'inizio del match gli agenti in
servizio, perlustrando una
zona nota come ritrovo delle frange più
estreme del tifo locale, hanno
rinvenuto
spranghe in legno ed in metallo
nonché fumogeni e petardi. Tutto il
materiale era nascosto dietro un cespuglio,
«in modo» spiega la Questura novarese «da
essere
prontamente utilizzabile in caso si fosse
pervenuti allo scontro con
l’opposta fazione. Del resto, durante il
pre-partita una ventina di ultras del Novara
hanno cercato di recarsi nella zona di
accesso allo stadio riservata ai tifosi
ospiti con l’evidente intento di passare
alle vie di fatto con questi ultimi». E solo
la presenza della polizia in servizio di
ordine pubblico
ha impedito guai peggiori. Con
tutto ciò resta chiaro che la gran parte dei
tifosi del Novara, così come i bustocchi, si
comporta correttamente come sempre ha fatto:
l'invito dalla Questura è ad isolare i
violenti.
Non è tutto qui purtroppo, perchè sempre
prima del fischio d'inizio l'ex team manager
biancoblu Beppe
Gonella era stato picchiato da esagitati
supporters locali che gli hanno fra
l'altro rotto gli occhiali. Conseguenze non
gravi per lui dal punto di vista fisico,
grazie al cielo, ma il gesto resta
assolutamente esecrabile.
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Sciarpa e fuori la voce:
tutti allo stadio
Non ci si riesce
proprio. Non si riesce davvero a
riempire il Comunale quest’anno.
Tra due giorni gli aretini hanno
una grande occasione: partita in
notturna col Gallipoli, prima
della classe. Ad un certo
punto del campionato ci è
sembrato di rivivere la sfida
durata un anno intero col
Lumezzane, fortunatamente vinta
dagli amaranto di mister Somma.
Altri momenti (siamo sempre in
tempo però per lo stesso finale)
e altre partite. Nelle gare
casalinghe il Comunale
straboccava. Magari c’erano più
derby, è vero, ricordiamo ad
esempio la fantastica
coreografia della Sud col Pisa.
Oggi gli Ultras hanno dovuto
ricorrere a strumenti diretti
per chiamare a raccolta il
popolo amaranto. Col Gallipoli
in effetti, crediamo sarà volta
buona per far sorridere il
cassiere dello stadio. “Lunedì
16 marzo tutti allo stadio” è
infatti uno degli striscioni
apparsi ad Arezzo in questi
giorni. Collocato nei punti
strategici della città, dal
piazzale della Festa della birra
al sottopasso di via Vittorio
Veneto. C’è chi giura di averlo
visto anche sotto i Portici di
via Roma, ma non avendo
testimonianza fotografica non
possiamo assicurarlo. Magari
potete dircelo voi, se li avete
notati e dove.
Il significato dell’appello
degli Ultras sta tutto nelle tre
parole scritte di rosso. “16”
tanto per ricordare agli
smemorati che si gioca di lunedì
e quindi anche il tifoso
occasionale assimila il giorno
della settimana con la gara in
notturna, da sempre la più
suggestive.
“Tutti” è un chiaro invito a
lasciare da parte ogni altro
impegno, tirare fuori la sciarpa
troppo poco indossata quest’anno
e presentarsi puntuali ai
cancelli/tornelli.
“Stadio”, forse più di tutte, è
la parola che indica i motivi
dell’appuntamento: oltre la
sciarpa servirà tanta voce per
tutti i 90 minuti, perché le 11
magiche maglie amaranto dovranno
avere un uomo in più che gioca
con loro, una punta di
sfondamento quando serve o un
difensore non ha importanza.
Sarà il Comunale, lo stadio
dell’Arezzo, colorato e vociante
come non mai per gridare il
proprio orgoglio aretino e
ricordare ai ragazzi in campo la
giusta grinta da tirare fuori.
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SABATO 14
MARZO 2009 17:48 - Luca
Salvadori |
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Trovate spranghe prima di
Novara-Pro Patria
Clima
poco tranquillo a Novara come a Busto Arsizio, anche se per
motivi diversi, intorno al mondo del pallone:
nella città lombarda a tenere tutti sulla corda sono le vicende
societarie e i movimenti del duo Zoppo-Tonellotto
da una parte, della "cordata" pronta a subentrare ma
non ancora uscita allo scoperto dall'altro.
Domenica al "Silvio Piola" i piemontesi e la Pro Patria
si sono affrontati per un match "caldo" e sentito come
il derby del Ticino. Al di là del risultato del campo, negativo
per i tigrotti, all'esterno tirava brutta aria già prima della
partita. A conferma, la Questura di Novara riferisce oggi,
martedì, che prima dell'inizio del match gli agenti in servizio,
perlustrando una zona nota come ritrovo delle frange più
estreme del tifo locale, hanno rinvenuto
spranghe in legno ed in metallo nonché fumogeni e
petardi. Tutto il materiale era nascosto dietro un cespuglio,
«in modo» spiega la Questura novarese «da essere
prontamente utilizzabile in caso si fosse pervenuti allo scontro
con l’opposta fazione. Del resto, durante il
pre-partita una ventina di ultras del Novara hanno cercato di
recarsi nella zona di accesso allo stadio riservata ai tifosi
ospiti con l’evidente intento di passare alle vie di fatto con
questi ultimi». E solo la presenza della polizia in servizio di
ordine pubblico ha impedito guai peggiori. Con
tutto ciò resta chiaro che la gran parte dei tifosi del Novara,
così come i bustocchi, si comporta correttamente come sempre ha
fatto:
l'invito dalla Questura è ad isolare i violenti.
Non è tutto qui purtroppo, perchè sempre prima del fischio
d'inizio l'ex team manager biancoblu Beppe Gonella era
stato picchiato da esagitati supporters locali che gli
hanno fra l'altro rotto gli occhiali. Conseguenze non gravi per
lui dal punto di vista fisico, grazie al cielo, ma il gesto
resta assolutamente esecrabile.
Martedi 17 Marzo 2009
redazione@varesenews.it
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Irruzione in spogliatoi, 2 condanne |
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Carcere per ultras del Padova con aggravante decreto
sicurezza |
(ANSA) - PADOVA, 17 MAR - Due ultras del Padova sono stati
condannati per aver fatto irruzione negli spogliatoi dopo la
partita di Prima divisione contro il Legnano. Per
quell'episodio, dell'11 gennaio scorso, il giudice monocratico
ha applicanto l'aggravante prevista dal decreto sulla sicurezza
negli stadi per atti compiuti contro gli steward. I due tifosi
sono stati condannati rispettivamente a 5 mesi e a un anno e due
mesi di carcere.
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CASO SANDRI: AGENTE SPACCAROTELLA, TEMO
RITORSIONI ULTRAS SU MIA FAMIGLIA
Arezzo,
12 mar. - (Adnkronos)
- ''Che abbia paura
di ritorsioni'' da
parte degli ultras
''mi sembra piu' che
logico. Sono una
persona
normalissima: sono
un poliziotto che ha
famiglia e piu' che
per me ho paura per
loro''. Lo ha detto
l'agente di polizia
Luigi Spaccarotella,
imputato per
omicidio volontario
per la morte di
Gabriele Sandri,
intervistato da Sky
Tg24.
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12/03/2009
INIZIA IL 9° CONCORSO "L'ARTE VA PREMIATA"

Sono iniziate le selezioni
delle foto, per il concorso n.9 del famosissimo concorso "l'arte
và premiata" 2009 , potete inviare entro e non oltre Giovedì 30
Aprile , tutte le foto che ritenete valide per poter partecipare
al concorso all' indirizzo e-mail:
info@ultrasinside.it
oppure agozzino48@yahoo.it
La novità di quest'anno
e che il premio sarà diviso in 2 sezione la sezione Coreografie
e la sezione Striscioni.
9° CONCORSO SEZ.
COREOGRAFIA 2009
_9°
COMPETITION "CHOREOGRAPHY" 2009

9° CONCORSO SEZ.
STRISCIONE 2009
_9°
COMPETITION "BANNER" 2009

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martedì 10 marzo 2009, IL
GIORNALE .IT
Gli avversari Il sito dei gunners avverte: «Evitate i bus romani»
«Occhio alla stazione Termini, Roma è una città tranquilla ma
quella zona e gran parte del centro storico dove si raccolgono i
turisti è famosa per gli scippi. Non fermatevi per nessuna
ragione se qualcuno vi chiede aiuto in strada e se proprio
dovete salire su un autobus cercate di non prendere il 64, è il
regno degli scippatori. Non viaggiate in metro e lasciate
perdere ponte Duca d’Aosta, da lì passano gli ultras avversari.
Infine ignorate la zona di Campo de’Fiori, covo romanista e
pieno di brutta gente».
Avviso ai cinquemila viaggiatori al seguito dell’Arsenal che
domani sera allo stadio Olimpico si giocano l’accesso ai quarti
di finale di Champions league contro la «temibile» Roma,
«squadra che ha al suo interno un immenso talento come Francesco
Totti». Avvertenze prese direttamente dal sito ufficiale dell’Arsenal
footbal club, che dobbiamo ammettere, ci tratta molto meglio di
quanto fece a suo (triste) tempo il sito del Manchester United.
«A partire dalle 18,30 sarete scortati fino allo stadio dalla
polizia, evitate di andarci da soli - conclude il comunicato-.
Lo staff, il presidente e i giocatori augurano ai supporter
dell’Arsenal una sicura permanenza a Roma e si augurano che il
match sia di vostro gradimento». Naturalmente chi vede
giallorosso si augura il contrario. |
07 / 03 / 2009 - ADKRONOS
CAGLIARI
Muore detenuto capo ultrà
Tensione davanti al carcere

Un gruppo di Sconvolts ha
manifestato a Buoncammino per protestare contro la
morte di Giancarlo Monni, a loro avviso poco chiara.
I tifosi hanno lanciato sassi e imbrattato di
vernice alcune vetture di agenti
CAGLIARI – Momenti di tensione ieri davanti a Buoncammino, dove
un gruppo di Sconvolts ha inscenato una
manifestazione per protestare contro la morte di uno
dei loro leader, detenuto nel carcere. Giancarlo
Monni è deceduto la settimana scorsa a 35 anni nel
reparto infettivi dell'ospedale Santissima Trinità,
dove era stato portato dal carcere. A stroncarlo,
secondo l’autopsia, una broncopolmonite. Ma gli
amici dell’ultrà non credono a
questo versione.
Ieri sera, verso le 21, una cinquantina di tifosi ha protestato
davanti al carcere, lanciando nel cortile interno
alcune pietre e imbrattando di vernice le auto di
alcuni agenti di custodia, parcheggiate all'esterno.
Sul muro sono state anche scritte frasi contro la
polizia penitenziaria.
Sul posto sono accorse diverse volanti. La situazione è rimasta
sotto controllo fino al termine della
manifestazione. Il gruppo si è allontanato senza
creare problemi e nessuno degli ultrà è stato
fermato o identificato. Gli agenti stanno svolgendo
accertamenti sulle immagini registrate delle
telecamere poste all'ingresso e sul muro di
recinzione del carcere.
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Agente e ultras Catania uniti davanti al caffè
Pogliese (Pdl): 'Pubblicità choc, ritiratela'
Su un mensile siciliano un noto produttore pubblica
un'immagine dove agente e tifoso sorseggiano assieme la
bevanda. Il parlamentare: "Sembra una tregua armata: dopo il
dramma Raciti i fan rossoazzurri ha cambiato rotta"

Un'immagine degli scontri nei quali ha perso la vita
l'agente Filippo Raciti
CATANIA -
Un tifoso del Catania ed un poliziotto che prendono insieme
il caffè al bar. E' quanto mostra una pubblicità, apparsa su
un mensile siciliano, di una nota marca della bevanda. Tutto
questo viene ora criticato dal vicepresidente vicario del
gruppo parlamentare del Pdl all'Ars Salvo Pogliese, che l'ha
definita "inopportuna", invitando i titolari dell'azienda a
ritirarla perchè essa "non ha rispetto per la tifoseria del
Catania e certamente non fa bene allo sport".
Pogliese afferma infatti che "tifoso e poliziotto sembrano
in 'tregua armata' e che soltanto la bontà di quel prodotto
possa far riconciliare due irriducibili nemici". Per
l'esponente del Pdl la trovata pubblicitaria è "offensiva
per la tifoseria etnea e lesiva dell'immagine di Catania" e
l'accostamento tra i due "sottolinea lo stereotipo del
tifoso violento, che certamente non va enfatizzato".
Pogliese ricorda gli scontri del 2 febbraio del 2007 nei
quali perse la vita l'ispettore di Polizia Filippo Raciti ma
sottolinea che "la tifoseria catanese, in questi ultimi due
anni si è imposta il massimo dell'ordine affinchè non si
ripetessero episodi tragici e si è distinta per civiltà e
sportività".
6 marzo 2009 - LA REPUBLICA
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Il Tempio del Tifo? A casa sua

FOTOGALLERY Roberto Capriotti ha
dipinti nelle pareti di casa colori, stemmi e frasi
dedicati al grande amore della sua vita, la Samb calcio.
I suoi sogni? Rifondare il gruppo "Inferno Rossoblu" e
rivedere la beneamata in Serie B.
SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Alla
scoperta di un tifoso della Samb molto particolare, uno
di quelli per i quali la passione per la propria squadra
non va mai in vacanza, lo accompagna anche quando
riposa… nella sua camera da letto. Dove i divieti non
possono proprio arrivare.
E’ il caso di Roberto Capriotti,
classe 1979, ex ultras ma tuttora grande tifoso della
Samb che ci ha aperto le porte della sua casa di Porto
D’Ascoli per farci vedere la sua stanza usata per
contemplare la sua fede rossoblu.
Roberto ha iniziato a seguire la
Samb nel 1990 e più avanti, precisamente nel 2000 è
diventato un ultras entrando a far parte del gruppo
dell’Inferno rossoblu. La sua passione man mano
si è ingigantita e nel 2005 è giunta nella realizzazione
nella sua stanza di un omaggio alla Sambenedettese,
riproducendo su parete fino al soffitto stemma, frasi,
colori rossoblu, tutto ciò insomma che rendesse la sua
stanza un fortino, una testimonianza della sua infinita
fede rossoblu.
Infatti proprio lui afferma: «Sono
fiero di quello che ho fatto e di averlo iniziato nel
2005 quando mio padre, che ora non ho più, mi diede la
sua decisiva approvazione»,
Perché hai deciso di realizzare
questa cosa?
«Perché il mio gruppo, quello
dell’Inferno Rossoblu, si era sciolto e per consolarmi
avviai i lavori, munendomi di pennello, vernice e
pazienza; ma anche perché come figura nella scritta sul
soffitto, "Solo per amore"».
Che cosa significa per me la
Samb?
«La Samb è parte dei migliori anni
della mia vita, con essa ho provato da tifoso gioie e
dolori»
I giocatori ai quali sei più
affezionato?
«Ne ho amati tanti finchè sono
restati con questa maglia (Palladini tuttora presente,
Visi, Manari, Criniti, De Amicis, Minuti, Cigarini,
Teodorani ecc.), ma i giocatori vanno e vengono, invece
i colori rimangono e questi colori (il rosso e il blu)
sono la mia passione e ancora oggi mi fanno venire
vedendoli i brividi»
Un tuo sogno?
«Ne ho due ho: uno è quello di
rifondare il gruppo dell’Inferno Rossoblu insieme al
quale ho passato dei magnifici momenti di aggregazione.
L’altro invece è tornare ai fasti di un tempo, alla
serie B.>>
E’ proprio il caso di dire che Roberto si addormenta e
si risveglia immerso nel rossoblu. |
Scontri derby, indagati 2
interisti

(ANSA)
- MILANO, 6 MAR - Anche due tifosi dell'Inter sono indagati per
gli scontri avvenuti dopo il derby del 15 febbraio, oltre a
sette ultras rossoneri. Lo ha comunicato il Pm Cajani durante il
processo per direttissima ai sostenitori milanisti. I due
interisti, che durante i tafferugli hanno riportato uno una
gravissima lesione ad un occhio e l'altro la frattura del setto
nasale, sono indagati per rissa aggravata. Il processo e' stato
aggiornato a mercoledi' prossimo.
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Autori di 20 colpi in banca. Agivano a volto scoperto,
razziati 140mila euro. I bottini finanziavano le attività dei
supporter?
Tifosi la domenica e
rapinatori il lunedì: ultras in manette
TORINO
04/03/2009
- La domenica alla partita e poi il lunedì, tre giovani ultras
della Juventus si trsformavano in rapinatori di banche e
mettevano a segno i colpi con rapidità e perizia. Poi fuggivano
senza lasciare traccia.
Appartenenti al gruppo di tifosi “Bravi ragazzi”, Luke
Samaritani, 27 anni, Luigi Facchino, 31 anni e Luca Marchetti di
33, in almeno un anno di attività sono riusciti a portare a
termine almeno 20 colpi in altrettanti istituti bancari. Poi la
debacle, improvvisa, perché un certosino, meticoloso e lungo
lavoro investigativo del Nucleo informativo del Reparto
operativo dei carabinieri di Torino, ha reso certa
l’identificazione dei tre e, in due momenti successivi, a
novembre e nei giorni scorsi, i rapinatori sono stati assicurati
alla giustizia. «Colpivano banche in città ma anche in trasferta
- ha spiegato il colonnello Nicola Fozzi -, in Liguria e in
Emilia Romagna».
Affittavano le auto a nome di complici e fidanzate e poi, a
volto scoperto e senza alcuna precauzione, armati solo di
taglierino, entravano in azione: «Dai filmati registrati dai
sistemi di sicurezza degli istituti di credito - ha sottolineato
il tenente Pierluigi Bogliacino che ha condotto le indagini -
abbiamo compreso che i tre erano molto affiatati, si trovavano e
si capivano al volo», da qui l’intuizione investigativa dei
carabinieri: «potrebbero appartenere ad uno stesso clan, come un
gruppo di tifosi».
I militari hanno passato in rassegna foto segnaletiche, filmati,
schede personali di ultras fino a individuare i rapinatori.
Immediato è scattato l’arresto.
Andrea Calice, il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta,
accusa i tre di essere gli esecutori materiali di 20 rapine ma
non esclude che la loro responsabilità (indagini sono tutt’ora
in corso) possa essere estesa anche ad altre. Se da un lato
appare accertato che i proventi dei colpi servivano a
Samaritani, Facchino e Marchetti per pagarsi le trasferte al
seguito della squadra del cuore e per condurre una vita al di
sopra delle loro possibilità, tuttavia non si esclude (ma per
ora non ci sarebbero ancora prove certe) che parte dei quattrini
fosse destinato anche al loro gruppo ultras di appartenenza.
I tre arrestati sono recidivi, hanno precedenti, anche specifici
e sono conosciuti negli stadi come persone particolarmente
violente e punti di riferimento, se non proprio i responsabili,
del gruppo “Bravi ragazzi”. «Agivano con estrema baldanza - ha
detto il tenente Bogliacino - e colpivano quando le agenzie
delle banche erano piene di gente riuscendo a gestire con
particolare decisione e abilità anche situazioni critiche».
L’operazione dei carabinieri, denominata “Curva Sud”, è iniziata
l’aprile scorso quando i militari hanno cominciato a collegare
tra loro alcune rapine che presentavano dinamiche molto simili.
«Da quantificare con precisione il bottino - spiegano i
carabinieri -, finora abbiamo accertato che nelle tasche dei tre
tifosi sono finiti almeno 150mila euro ma potrebbero essere
anche molti di più».
bardesono@cronacaqui.it
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