- MARZO 2009

Pagina del portale :

Tragedia ad Abidjan 22 morti allo stadio

Prima della gara di qualificazione ai Mondiali tra Costa d'Avorio e Malawi, vinta 5-0 da Drogba e compagni, un gruppo di tifosi, pur muniti di biglietto, ha tentato di forzare un passaggio per accedere allo stadio. La polizia ha risposto con lacrimogeni, e nella calca è successo il finimondo

Gazzetta dello Sport 29-03-2009

Calcio, aggressione a Galliani; Digos: Non sono stati ultrà

24 marzo 2009 alle 18:49 — Fonte: repubblica.it

Non sarebbero stati degli Ultrà ad aggredire il vicepresidente del Milan Adriano Galliani domenica sera, al termine della partita al San Paolo tra Napoli e Milan.

Ne è convinta la Digos della Questura di Napoli, che sta indagando sull’ episodio. Il vicequestore Antonio Sbordone esclude l’ipotesi che possano essere stati alcuni degli ultras milanisti, presenti in 400 circa a Fuorigrotta, a prendere di mira il dirigente rossonero, ma anche che siano stati gruppi organizzati del Napoli. Si sarebbe trattato invece di alcune decine di tifosi che stavano defluendo dal San Paolo. (24/03/2009) (Spr)

 

Matteo, un anno dopo

Dopo la gior­nata di ieri, dopo la nascita del­la Fondazione che porta il suo nome, oggi due mazzi di fiori sono stati posti nei luoghi più cari a Matteo: uno in piazzale Allen­de (ex sede del centro sociale Mariano Lupo) e uno sotto la Curva Nord, che ora porta il suo nome. Al Tardini, in occasione della partita Par­ma Piacenza, è stato anche presentato un murales a lui dedicato. L’an­nuncio dei Boys, ripreso e dif­fuso anche dal sito dei tifosi sampdoriani, recita: «Un modo per tramandarne il ricordo, e per rappresentare il legame in­dissolubile con la Nord. Perché un ultras non muore mai, vive per sempre nella sua Curva».
  Domani, in occasione dell’anni­versario della sua scomparsa, sarà celebrata una messa nella parrocchia di Santa Cristina, e un nuovo incontro per ricordare Matteo è previsto per il 20 giu­gno.

Altri servizi sulla Gazzetta di Parma oggi in edicola

MATTEO UN ANNO DOPO : LA CRONACA DI IERI

Una giornata per ricordare il «Bagna». A un anno dalla morte di Matteo Bagnaresi - il tifoso del Parma investito e ucciso da un pullman di tifosi juventini in un'area di servizio durante una tragica trasferta -, genitori e amici del ragazzo lo ricorderanno presentando la fondazione in suo nome, nonché i progetti e le attività da realizzare sul tema «ambiente e sicurezza».
L'appuntamento era questa mattina all’auditorium della Pubblica assistenza di  via Gorizia. Sono intervenuti diversi amici di Matteo  che hanno proiettato foto e filmati che lo riguardano e alcuni suoi ex insegnanti. Ma hanno parlato anche i genitori, a cui è toccato il compito di presentare la fondazione e le attività ad essa correlate. - Guarda il servizio del Tg Parma

Anche gazzettadiparma.it vuole offrire il suo piccolo contributo a questa giornata. Dedichiamo questo spazio della nostra home page a Matteo e alle manifestazioni in suo ricordo. ma lo facciamo, almeno per una volta, mettendoci da parte. Vorremmo che a scrivere questa pagina foste voi, ad iniziare dagli amici di Matteo. E vogliamo riportare in questo spazio il saluto che a Matteo viene tributato oggi dai Boys (ovviamente troverete altro materiale sul sito dei Boys , dove anche l'home page si apre con una foto-omaggio al "Bagna"). Noi, da parte nostra, ci limitiamo a proporre un intervento nell'approfondimento che trovate in fondo a questo articolo, sperando che anche questo contribuisca ad una giornata di ricordo, di dolore, di silenzio, ma anche di voglia di fare.

Ciao Bagna, caro amico ultras...    (dal sito www.boysparma1977.it )

27 - 03 - 2009

Ciao Bagna
È passato ormai un anno dalla tua morte, e ancora ci fa un po' senso parlarne, ci suona strana la parola morte accostata al tuo nome. Eppure non possiamo far finta di niente, come se nulla fosse successo, tu non ci sei più, e si sente: si sente il vuoto, si sente la tua mancanza, si sente ancora il rumore delle nostre lacrime...
Era il 30 marzo 2008, eri in pullman con noi, in una delle tante trasferte insieme. Con noi, con i Boys, perché eri un ultras, perché eri un Boys, perché eri un tifoso del Parma. Pochi maledetti secondi, il tempo che basta a perderti di vista, e tu non c'eri più, e Dio solo sa se le immagini dopo se ne andranno mai dai nostri occhi. Perché noi non vogliamo ricordarti così, come ti abbiamo visto, vogliamo ricordarti ancora sul pullman, sciarpa al collo, sorridente.
Dopo è arrivato il momento del dolore e del silenzio. Ma solo noi che ti abbiamo conosciuto, che ti abbiamo voluto bene, abbiamo rispettato questo momento. Tutti quelli che han giudicato, parlato, condannato facciano i conti con la propria coscienza. Permettici di dirlo, tu li avresti chiamati in una sola maniera: infami.
Ti abbiamo salutato in tanti, Bagna. In tanti ultras, tifosi, amici si sono stretti intorno alla famiglia e a noi, e a tutti quelli che ti piangevano. Un segno di quello che hai lasciato, della bellissima persona che eri, un gesto che ha dato la forza a molti, che ha insegnato ai tanti "sciacalli" cosa vuol dire essere uomini e avere dei valori! Valori: parola che fra qualche anno non entrerà nemmeno nel vocabolario...
E' passato un anno, o per meglio dire, volato un anno. E noi non abbiamo mai smesso di ricordarti.
Ti abbiamo dedicato la nostra Curva, ora la Curva Nord "Matteo Bagnaresi" e ovunque andiamo, ovunque c'è il Gruppo, c'è lo stendardo con questo nome. Il primo e l'ultimo coro che facciamo sono sempre per te, così come la dedica quando si vince. Anche molti muri della città portano il tuo nome, molti cittadini storcono il naso, ma a te piaceva e per noi è giusto così. Abbiamo cercato di star vicino ai tuoi genitori, affranti dal dolore, come possibile, con una visita, una chiamata, appoggiando le loro iniziative per ricordarti.
Piccoli grandi gesti.
Il tuo viso ora verrà impresso anche sui muri del Tardini, quel Tardini che vogliono spostare, cambiare, snaturare. Un muro dedicato a te, ma anche a tutti quei ragazzi che ci hanno lasciato, che non sono più in Curva a cantare. E verrà anche il momento di ricordarti in Nord...
Piccoli grandi gesti.
"Ci manchi tanto", questo vorremo dirti. Tanto semplice, quanto completo. Te lo vorrebbero dire tutti quelli che ti han conosciuto, dai vecchi che ti han visto fare i primi passi nei Boys, a chi è cresciuto insieme a te, ai giovani che magari non ti hanno mai parlato.
Ci manchi, Bagna!

I tuoi amici Boys

 

 

Treviso Irruzione ultras in sede, aggrediti dirigenti

 
20:30 del 21 marzo dal sito calciomercato.com
 

Nel pomeriggio una ventina di giovani appartenenti alle fasce del tifo estremo del Treviso hanno fatto irruzione in un ufficio della società e hanno aggredito alcuni dirigenti, tra dei quali sono finiti al Pronto soccorso. Al momento dell'irruzione era in corso una riunione fra il presidente Ettore Setten e la compagine sociale. Gli sconosciuti, che le forze dell'ordine ora stanno ricercando, hanno dapprima contestato la gestione della società, accusandola di essere la causa prima del bilancio fallimentare della squadra (ultima in serie B e impegnata lunedì sera nel posticipo contro il Grosseto), poi hanno messo a soqquadro la sede e colpito con pugni e spintoni alcuni dei presenti, prima di dileguarsi.

 

Calcio, Ultras Bari: Nessun fischio o striscione anti Lippi

Alberto Savarese, uno dei leader degli Ultras Bari 1976, gruppo dominante nella curva nord, spegne le polemiche sulla mancata convocazione in azzurro di Antonio Cassano.

“Nello stadio San Nicola non ci sarà nessun fischio o striscione contro il ct dell’Italia, Marcello Lippi. L’esclusione di Tonino? È una scelta tecnica che bisogna rispettare — spiega — anche perchè il signor Lippi in carriera mi sembra che abbia vinto qualcosina…”. Al ‘Pibe de Bari’ Savarese riserva infine una considerazione amara: “Un allenatore quando convoca un atleta tiene conto della bravura tecnica e del carattere. Cassano ha dimostrato di avere sicuramente piedi buoni. La testa un pò meno…”. (26/03/2009) (Spr) - KAtaweb news

 

Trovate spranghe prima di Novara-Pro PatriA

Clima poco tranquillo a Novara come a Busto Arsizio, anche se per motivi diversi, intorno al mondo del pallone: nella città lombarda a tenere tutti sulla corda sono le vicende societarie e i movimenti del duo Zoppo-Tonellotto da una parte, della "cordata" pronta a subentrare ma non ancora uscita allo scoperto dall'altro.

Domenica al "Silvio Piola" i piemontesi e la Pro Patria si sono affrontati per un match "caldo" e sentito come il derby del Ticino. Al di là del risultato del campo, negativo per i tigrotti, all'esterno tirava brutta aria già prima della partita. A conferma, la Questura di Novara riferisce oggi, martedì, che prima dell'inizio del match gli agenti in servizio, perlustrando una zona nota come ritrovo delle frange più estreme del tifo locale, hanno rinvenuto spranghe in legno ed in metallo nonché fumogeni e petardi. Tutto il materiale era nascosto dietro un cespuglio, «in modo» spiega la Questura novarese «da essere prontamente utilizzabile in caso si fosse pervenuti allo scontro con l’opposta fazione. Del resto, durante il pre-partita una ventina di ultras del Novara hanno cercato di recarsi nella zona di accesso allo stadio riservata ai tifosi ospiti con l’evidente intento di passare alle vie di fatto con questi ultimi». E solo la presenza della polizia in servizio di ordine pubblico ha impedito guai peggiori. Con tutto ciò resta chiaro che la gran parte dei tifosi del Novara, così come i bustocchi, si comporta correttamente come sempre ha fatto
: l'invito dalla Questura è ad isolare i violenti.

Non è tutto qui purtroppo, perchè sempre prima del fischio d'inizio l'ex team manager biancoblu Beppe
Gonella era stato picchiato da esagitati supporters locali che gli hanno fra l'altro rotto gli occhiali. Conseguenze non gravi per lui dal punto di vista fisico, grazie al cielo, ma il gesto resta assolutamente esecrabile.

 

Sciarpa e fuori la voce: tutti allo stadio

Non ci si riesce proprio. Non si riesce davvero a riempire il Comunale quest’anno.
Tra due giorni gli aretini hanno una grande occasione: partita in notturna col Gallipoli, prima della classe.  Ad un certo punto del campionato ci è sembrato di rivivere la sfida durata un anno intero col Lumezzane, fortunatamente vinta dagli amaranto di mister Somma.
Altri momenti (siamo sempre in tempo però per lo stesso finale) e altre partite. Nelle gare casalinghe il Comunale straboccava. Magari c’erano più derby, è vero, ricordiamo ad esempio la fantastica coreografia della Sud col Pisa.
Oggi gli Ultras hanno dovuto ricorrere a strumenti diretti per chiamare a raccolta il popolo amaranto. Col Gallipoli in effetti, crediamo sarà volta buona per far sorridere il cassiere dello stadio. “Lunedì 16 marzo tutti allo stadio” è infatti uno degli striscioni apparsi ad Arezzo in questi giorni. Collocato nei punti strategici della città, dal piazzale della Festa della birra al sottopasso di via Vittorio Veneto. C’è chi giura di averlo visto anche sotto i Portici di via Roma, ma non avendo testimonianza fotografica non possiamo assicurarlo. Magari potete dircelo voi, se li avete notati e dove.
Il significato dell’appello degli Ultras sta tutto nelle tre parole scritte di rosso. “16” tanto per ricordare agli smemorati che si gioca di lunedì e quindi anche il tifoso occasionale assimila il giorno della settimana con la gara in notturna, da sempre la più suggestive.
“Tutti” è un chiaro invito a lasciare da parte ogni altro impegno, tirare fuori la sciarpa troppo poco indossata quest’anno e presentarsi puntuali ai cancelli/tornelli.
“Stadio”, forse più di tutte, è la parola che indica i motivi dell’appuntamento: oltre la sciarpa servirà tanta voce per tutti i 90 minuti, perché le 11 magiche maglie amaranto dovranno avere un uomo in più che gioca con loro, una punta di sfondamento quando serve o un difensore non ha importanza. Sarà il Comunale, lo stadio dell’Arezzo, colorato e vociante come non mai per gridare il proprio orgoglio aretino e ricordare ai ragazzi in campo la giusta grinta da tirare fuori.
SABATO 14 MARZO 2009 17:48 - Luca Salvadori

 

 

Trovate spranghe prima di Novara-Pro Patria

Clima poco tranquillo a Novara come a Busto Arsizio, anche se per motivi diversi, intorno al mondo del pallone: nella città lombarda a tenere tutti sulla corda sono le vicende societarie e i movimenti del duo Zoppo-Tonellotto da una parte, della "cordata" pronta a subentrare ma non ancora uscita allo scoperto dall'altro.

Domenica al "Silvio Piola" i piemontesi e la Pro Patria si sono affrontati per un match "caldo" e sentito come il derby del Ticino. Al di là del risultato del campo, negativo per i tigrotti, all'esterno tirava brutta aria già prima della partita. A conferma, la Questura di Novara riferisce oggi, martedì, che prima dell'inizio del match gli agenti in servizio, perlustrando una zona nota come ritrovo delle frange più estreme del tifo locale, hanno rinvenuto spranghe in legno ed in metallo nonché fumogeni e petardi. Tutto il materiale era nascosto dietro un cespuglio, «in modo» spiega la Questura novarese «da essere prontamente utilizzabile in caso si fosse pervenuti allo scontro con l’opposta fazione. Del resto, durante il pre-partita una ventina di ultras del Novara hanno cercato di recarsi nella zona di accesso allo stadio riservata ai tifosi ospiti con l’evidente intento di passare alle vie di fatto con questi ultimi». E solo la presenza della polizia in servizio di ordine pubblico ha impedito guai peggiori. Con tutto ciò resta chiaro che la gran parte dei tifosi del Novara, così come i bustocchi, si comporta correttamente come sempre ha fatto
: l'invito dalla Questura è ad isolare i violenti.

Non è tutto qui purtroppo, perchè sempre prima del fischio d'inizio l'ex team manager biancoblu Beppe Gonella era stato picchiato da esagitati supporters locali che gli hanno fra l'altro rotto gli occhiali. Conseguenze non gravi per lui dal punto di vista fisico, grazie al cielo, ma il gesto resta assolutamente esecrabile.
 

Martedi 17 Marzo 2009
redazione@varesenews.it

 

Irruzione in spogliatoi, 2 condanne
Carcere per ultras del Padova con aggravante decreto sicurezza

(ANSA) - PADOVA, 17 MAR - Due ultras del Padova sono stati condannati per aver fatto irruzione negli spogliatoi dopo la partita di Prima divisione contro il Legnano. Per quell'episodio, dell'11 gennaio scorso, il giudice monocratico ha applicanto l'aggravante prevista dal decreto sulla sicurezza negli stadi per atti compiuti contro gli steward. I due tifosi sono stati condannati rispettivamente a 5 mesi e a un anno e due mesi di carcere.

 

CASO SANDRI: AGENTE SPACCAROTELLA, TEMO RITORSIONI ULTRAS SU MIA FAMIGLIA

Arezzo, 12 mar. - (Adnkronos) - ''Che abbia paura di ritorsioni'' da parte degli ultras ''mi sembra piu' che logico. Sono una persona normalissima: sono un poliziotto che ha famiglia e piu' che per me ho paura per loro''. Lo ha detto l'agente di polizia Luigi Spaccarotella, imputato per omicidio volontario per la morte di Gabriele Sandri, intervistato da Sky Tg24.

 

12/03/2009 INIZIA IL 9° CONCORSO "L'ARTE VA PREMIATA"

Sono iniziate le selezioni delle foto, per il concorso n.9 del famosissimo concorso "l'arte và premiata" 2009 , potete inviare entro e non oltre Giovedì 30 Aprile , tutte le foto che ritenete valide per poter partecipare al concorso all' indirizzo e-mail:

info@ultrasinside.it oppure agozzino48@yahoo.it

La novità di quest'anno  e che il premio sarà diviso in 2 sezione la sezione Coreografie e la sezione Striscioni.

9° CONCORSO SEZ. COREOGRAFIA 2009

_9° COMPETITION "CHOREOGRAPHY" 2009

 

9° CONCORSO SEZ. STRISCIONE 2009

_9° COMPETITION "BANNER" 2009

 

martedì 10 marzo 2009, IL GIORNALE .IT

Gli avversari Il sito dei gunners avverte: «Evitate i bus romani»

«Occhio alla stazione Termini, Roma è una città tranquilla ma quella zona e gran parte del centro storico dove si raccolgono i turisti è famosa per gli scippi. Non fermatevi per nessuna ragione se qualcuno vi chiede aiuto in strada e se proprio dovete salire su un autobus cercate di non prendere il 64, è il regno degli scippatori. Non viaggiate in metro e lasciate perdere ponte Duca d’Aosta, da lì passano gli ultras avversari. Infine ignorate la zona di Campo de’Fiori, covo romanista e pieno di brutta gente».
Avviso ai cinquemila viaggiatori al seguito dell’Arsenal che domani sera allo stadio Olimpico si giocano l’accesso ai quarti di finale di Champions league contro la «temibile» Roma, «squadra che ha al suo interno un immenso talento come Francesco Totti». Avvertenze prese direttamente dal sito ufficiale dell’Arsenal footbal club, che dobbiamo ammettere, ci tratta molto meglio di quanto fece a suo (triste) tempo il sito del Manchester United. «A partire dalle 18,30 sarete scortati fino allo stadio dalla polizia, evitate di andarci da soli - conclude il comunicato-. Lo staff, il presidente e i giocatori augurano ai supporter dell’Arsenal una sicura permanenza a Roma e si augurano che il match sia di vostro gradimento». Naturalmente chi vede giallorosso si augura il contrario.

 

07 / 03 / 2009 - ADKRONOS

CAGLIARI
Muore detenuto capo ultrà
Tensione davanti al carcere

Un gruppo di Sconvolts ha manifestato a Buoncammino per protestare contro la morte di Giancarlo Monni, a loro avviso poco chiara. I tifosi hanno lanciato sassi e imbrattato di vernice alcune vetture di agenti

CAGLIARI – Momenti di tensione ieri davanti a Buoncammino, dove un gruppo di Sconvolts ha inscenato una manifestazione per protestare contro la morte di uno dei loro leader, detenuto nel carcere. Giancarlo Monni è deceduto la settimana scorsa a 35 anni nel reparto infettivi dell'ospedale Santissima Trinità, dove era stato portato dal carcere. A stroncarlo, secondo l’autopsia, una broncopolmonite. Ma gli amici dell’ultrà non credono a questo versione.

Ieri sera, verso le 21, una cinquantina di tifosi ha protestato davanti al carcere, lanciando nel cortile interno alcune pietre e imbrattando di vernice le auto di alcuni agenti di custodia, parcheggiate all'esterno. Sul muro sono state anche scritte frasi contro la polizia penitenziaria.

Sul posto sono accorse diverse volanti. La situazione è rimasta sotto controllo fino al termine della manifestazione. Il gruppo si è allontanato senza creare problemi e nessuno degli ultrà è stato fermato o identificato. Gli agenti stanno svolgendo accertamenti sulle immagini registrate delle telecamere poste all'ingresso e sul muro di recinzione del carcere.

 

Agente e ultras Catania uniti davanti al caffè
Pogliese (Pdl): 'Pubblicità choc, ritiratela'

Su un mensile siciliano un noto produttore pubblica un'immagine dove agente e tifoso sorseggiano assieme la bevanda. Il parlamentare: "Sembra una tregua armata: dopo il dramma Raciti i fan rossoazzurri ha cambiato rotta"

Agente e ultras Catania uniti davanti al caffè Pogliese (Pdl): 'Pubblicità choc, ritiratela'

Un'immagine degli scontri nei quali ha perso la vita l'agente Filippo Raciti

CATANIA - Un tifoso del Catania ed un poliziotto che prendono insieme il caffè al bar. E' quanto mostra una pubblicità, apparsa su un mensile siciliano, di una nota marca della bevanda. Tutto questo viene ora criticato dal vicepresidente vicario del gruppo parlamentare del Pdl all'Ars Salvo Pogliese, che l'ha definita "inopportuna", invitando i titolari dell'azienda a ritirarla perchè essa "non ha rispetto per la tifoseria del Catania e certamente non fa bene allo sport".

Pogliese afferma infatti che "tifoso e poliziotto sembrano in 'tregua armata' e che soltanto la bontà di quel prodotto possa far riconciliare due irriducibili nemici". Per l'esponente del Pdl la trovata pubblicitaria è "offensiva per la tifoseria etnea e lesiva dell'immagine di Catania" e l'accostamento tra i due "sottolinea lo stereotipo del tifoso violento, che certamente non va enfatizzato". Pogliese ricorda gli scontri del 2 febbraio del 2007 nei quali perse la vita l'ispettore di Polizia Filippo Raciti ma sottolinea che "la tifoseria catanese, in questi ultimi due anni si è imposta il massimo dell'ordine affinchè non si ripetessero episodi tragici e si è distinta per civiltà e sportività".

 

6 marzo 2009 - LA REPUBLICA

Il Tempio del Tifo? A casa sua

FOTOGALLERY Roberto Capriotti ha dipinti nelle pareti di casa colori, stemmi e frasi dedicati al grande amore della sua vita, la Samb calcio. I suoi sogni? Rifondare il gruppo "Inferno Rossoblu" e rivedere la beneamata in Serie B.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Alla scoperta di un tifoso della Samb molto particolare, uno di quelli per i quali la passione per la propria squadra non va mai in vacanza, lo accompagna anche quando riposa… nella sua camera da letto. Dove i divieti non possono proprio arrivare.

E’ il caso di Roberto Capriotti, classe 1979, ex ultras ma tuttora grande tifoso della Samb che ci ha aperto le porte della sua casa di Porto D’Ascoli per farci vedere la sua stanza usata per contemplare la sua fede rossoblu.

Roberto ha iniziato a seguire la Samb nel 1990 e più avanti, precisamente nel 2000 è diventato un ultras entrando a far parte del gruppo dell’Inferno rossoblu. La sua passione man mano si è ingigantita e nel 2005 è giunta nella realizzazione nella sua stanza di un omaggio alla Sambenedettese, riproducendo su parete fino al soffitto stemma, frasi, colori rossoblu, tutto ciò insomma che rendesse la sua stanza un fortino, una testimonianza della sua infinita fede rossoblu.

Infatti proprio lui afferma: «Sono fiero di quello che ho fatto e di averlo iniziato nel 2005 quando mio padre, che ora non ho più, mi diede la sua decisiva approvazione»,

Perché hai deciso di realizzare questa cosa?

«Perché il mio gruppo, quello dell’Inferno Rossoblu, si era sciolto e per consolarmi avviai i lavori, munendomi di pennello, vernice e pazienza; ma anche perché come figura nella scritta sul soffitto, "Solo per amore"».

Che cosa significa per me la Samb?

«La Samb è parte dei migliori anni della mia vita, con essa ho provato da tifoso gioie e dolori»

I giocatori ai quali sei più affezionato?

«Ne ho amati tanti finchè sono restati con questa maglia (Palladini tuttora presente, Visi, Manari, Criniti, De Amicis, Minuti, Cigarini, Teodorani ecc.), ma i giocatori vanno e vengono, invece i colori rimangono e questi colori (il rosso e il blu) sono la mia passione e ancora oggi mi fanno venire vedendoli i brividi»

Un tuo sogno?

«Ne ho due ho: uno è quello di rifondare il gruppo dell’Inferno Rossoblu insieme al quale ho passato dei magnifici momenti di aggregazione. L’altro invece è tornare ai fasti di un tempo, alla serie B.>>

E’ proprio il caso di dire che Roberto si addormenta e si risveglia immerso nel rossoblu.  

Scontri derby, indagati 2 interisti

 

 (ANSA) - MILANO, 6 MAR - Anche due tifosi dell'Inter sono indagati per gli scontri avvenuti dopo il derby del 15 febbraio, oltre a sette ultras rossoneri. Lo ha comunicato il Pm Cajani durante il processo per direttissima ai sostenitori milanisti. I due interisti, che durante i tafferugli hanno riportato uno una gravissima lesione ad un occhio e l'altro la frattura del setto nasale, sono indagati per rissa aggravata. Il processo e' stato aggiornato a mercoledi' prossimo. 

 

Autori di 20 colpi in banca. Agivano a volto scoperto, razziati 140mila euro. I bottini finanziavano le attività dei supporter?

Tifosi la domenica e rapinatori il lunedì: ultras in manette

TORINO 04/03/2009 - La domenica alla partita e poi il lunedì, tre giovani ultras della Juventus si trsformavano in rapinatori di banche e mettevano a segno i colpi con rapidità e perizia. Poi fuggivano senza lasciare traccia.

Appartenenti al gruppo di tifosi “Bravi ragazzi”, Luke Samaritani, 27 anni, Luigi Facchino, 31 anni e Luca Marchetti di 33, in almeno un anno di attività sono riusciti a portare a termine almeno 20 colpi in altrettanti istituti bancari. Poi la debacle, improvvisa, perché un certosino, meticoloso e lungo lavoro investigativo del Nucleo informativo del Reparto operativo dei carabinieri di Torino, ha reso certa l’identificazione dei tre e, in due momenti successivi, a novembre e nei giorni scorsi, i rapinatori sono stati assicurati alla giustizia. «Colpivano banche in città ma anche in trasferta - ha spiegato il colonnello Nicola Fozzi -, in Liguria e in Emilia Romagna».

Affittavano le auto a nome di complici e fidanzate e poi, a volto scoperto e senza alcuna precauzione, armati solo di taglierino, entravano in azione: «Dai filmati registrati dai sistemi di sicurezza degli istituti di credito - ha sottolineato il tenente Pierluigi Bogliacino che ha condotto le indagini - abbiamo compreso che i tre erano molto affiatati, si trovavano e si capivano al volo», da qui l’intuizione investigativa dei carabinieri: «potrebbero appartenere ad uno stesso clan, come un gruppo di tifosi».

I militari hanno passato in rassegna foto segnaletiche, filmati, schede personali di ultras fino a individuare i rapinatori. Immediato è scattato l’arresto.
Andrea Calice, il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, accusa i tre di essere gli esecutori materiali di 20 rapine ma non esclude che la loro responsabilità (indagini sono tutt’ora in corso) possa essere estesa anche ad altre. Se da un lato appare accertato che i proventi dei colpi servivano a Samaritani, Facchino e Marchetti per pagarsi le trasferte al seguito della squadra del cuore e per condurre una vita al di sopra delle loro possibilità, tuttavia non si esclude (ma per ora non ci sarebbero ancora prove certe) che parte dei quattrini fosse destinato anche al loro gruppo ultras di appartenenza.

I tre arrestati sono recidivi, hanno precedenti, anche specifici e sono conosciuti negli stadi come persone particolarmente violente e punti di riferimento, se non proprio i responsabili, del gruppo “Bravi ragazzi”. «Agivano con estrema baldanza - ha detto il tenente Bogliacino - e colpivano quando le agenzie delle banche erano piene di gente riuscendo a gestire con particolare decisione e abilità anche situazioni critiche».

L’operazione dei carabinieri, denominata “Curva Sud”, è iniziata l’aprile scorso quando i militari hanno cominciato a collegare tra loro alcune rapine che presentavano dinamiche molto simili. «Da quantificare con precisione il bottino - spiegano i carabinieri -, finora abbiamo accertato che nelle tasche dei tre tifosi sono finiti almeno 150mila euro ma potrebbero essere anche molti di più».

bardesono@cronacaqui.it

 

   

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