EFFC 2009 - 2a
Assemblea Europea dei Tifosi di calcio
17 – 19 luglio 2009 -
Amburgo, Germania
Nel luglio dell’anno scorso più di
250 tifosi provenienti da 27 nazioni – dalla Norvegia ad
Israele, dal Portogallo all’Ucraina – si sono riuniti
per la prima volta a Londra in occasione della 1°
Assemblea Europea dei tifosi di calcio per dare il via
alla nascita di una rete europea di supporter
rappresentativa ed indipendente.
Durante l’assemblea abbiamo
affrontato numerosi argomenti quali la cultura del tifo,
la repressione, il caro-prezzi e le gestione dei
biglietti, la lotta alle discriminazioni, la
partecipazione dei tifosi nella proprietà dei club, e
abbiamo cominciato a delineare le aree di intervento di
un’organizzazione come questa, che intende unire e
sostenere i tifosi di tutta Europa per farsi sentire su
tutti i temi per noi rilevanti. Per poter avviare questo
processo, l’Assemblea ha quindi nominato un Comitato
Direttivo incaricato di muovere i primi passi, composto
da rappresentanti di tifosi di otto paesi diversi.
Da allora sono successe tantissime
cose. La UEFA, riconoscendo ancora una volta la natura
totalmente indipendente della rete, ha deciso di dar
seguito al suo sostegno iniziale e ha supportato la
creazione di un Centro di Coordinamento, con sede ad
Amburgo. I membri del Comitato Direttivo hanno lavorato
in questi ultimi mesi insieme al Centro di
Coordinamento, facendosi carico di vari compiti, tra i
quali la stesura di un primo statuto
dell’organizzazione, comprensivo dei meccanismi di voto,
la creazione di una struttura di rete efficace e la
definizione dei criteri per diventarne membri. Abbiamo
avviato nuovi contatti con organizzazioni di tifosi di
tutta Europa che hanno deciso di unirsi a noi e ci siamo
sempre più resi conto di quanto sia necessario dar vita
ad un movimento di sensibilizzazione su scala europea
per tutte le questioni legate al mondo del tifo
calcistico
Ora sta ancora una volta a voi
stabilire quali saranno i prossimi passi da fare!
La 2a Assemblea Europea dei Tifosi di
calcio non offrirà infatti solo un ricco programma di
avvenimenti e incontri, oltre naturalmente a ben 10
workshop su temi quali:
·Leggi speciali
·Giorni e orari d’inizio delle partite
·Campagne di sensibilizzazione e raccolte fondi
per le iniziative delle tifoserie
·Utilizzo di bengala e artifizi pirotecnici
·Coinvolgimento delle minoranze etniche
·Promozione e crescita dei modelli di
“fan-ownership” (acquisizione dei club da parte dei
tifosi)
·etc.
L’Assemblea sarà infatti il
momento nel quale si terranno le prime
elezioni del Consiglio Direttivo della rete,
si procederà alla ratifica formale dello
Statuto e si stabilirà il nome definitivo
dell’organizzazione.
Durante la prossima
Assemblea non vogliamo quindi semplicemente parlare,
ma intendiamo fare concreti passi avanti che saranno
la base per il lavoro futuro!
Le tifoserie dei due maggiori
club di Amburgo, FC St Pauli e Hamburger SV, ci
aiuteranno nell’organizzazione dell’Assemblea, per
fare in modo che possa essere davvero un momento da
ricordare nello sviluppo della rete. Su richiesta
possiamo offrire forme di sostegno economico a quei
gruppi che intendono essere presenti con una loro
delegazione ma hanno difficoltà a coprire i costi di
viaggio ed alloggio ad Amburgo.
La vostra voce è
importante. Venite quindi alla 2° Assemblea Europea
ad Amburgo dal 17 al 19 luglio 2009 e associatevi
alla rete per garantire ai tifosi di tutta Europa
una voce forte e rappresentativa nel calcio che
verrà!
I Red Blue Eagles L'Aquila
1978 Curva Sud comunicano che è stato aperto un
conto corrente bancario presso la Banca di
Credito Cooperativo di Roma agenzia di Sassa
(L'Aquila) (Per coordinate bancarie ed
intestazioni del c/c vedi sotto) per raccogliere
fondi che serviranno per la ricostruzione di una
scuola o di un asilo o di un monumento storico
su cui, al termine della ricostruzione, sarà
posta una targa ricordo con tutti i gruppi
Ultras che hanno contribuito alla sua
realizzazione
E' preferibile non inviare viveri poichè tutte
le tendopoli sono piene, ma soprattutto per
lasciare nel tempo il ricordo scritto della
Vostra Solidarietà.
Ringraziamo in anticipo tutti i gruppi che
aderiranno a questa iniziativa, il Vostro Gesto
non sarà MAI DIMENTICATO!!!
PER SEMPRE ULTRAS.
NON E' FORTE CHI NON CADE, MA E' FORTE CHI CADE
E SI RIALZA.
L'AQUILA RIALZATI E TORNA A VOLARE.
Conto Corrente:numero 2235 presso BCC di Roma
- Agenzia di Sassa (AQ) nr.73
Codice Iban: IT 25 V 08327 03601 000 000 00 2235
Intestazione: Caruso Pasquale Giuseppe - Di
Filippo Emilio - Iannini Andrea - Pace Antonello
- Tinari Paolo
Causale: FONDI PRO-TERREMOTO-RED BLUE EAGLES
L'AQUILA 1978
La novità di quest'anno
e che il premio sarà diviso in 2 sezione la sezione Coreografie
e la sezione Striscioni.
9° CONCORSO SEZ.
COREOGRAFIA 2009
_9°
COMPETITION "CHOREOGRAPHY" 2009
9° CONCORSO SEZ.
STRISCIONE 2009
_9°
COMPETITION "BANNER" 2009
A DIFESA DEI NOSTRI
IDEALI...
Una stagione calcistica,
così critica, di sicuro, Taranto ed i suoi tifosi, nella
loro storia non l’ hanno mai vissuta ; difficile
immaginare come sia possibile che una squadra disputi,
in un campionato, gran parte delle proprie gare
casalinghe a porte chiuse, senza il calore del proprio
pubblico, come sia altrettanto inspiegabile il tanto
accanimento dell’osservatorio e del CASMS nei nostri
confronti, che dall’inizio di questa tribolata stagione
ci ha vietato quasi tutte le trasferte, calpestando, con
totale menefreghismo, senza che qualcuno intervenisse,
la dignità dei tifosi tarantini e la dignità di noi
tutti cittadini di Taranto, una città in se per se già
travagliata da tantissimi problemi e che di sicuro non
aveva bisogno di questa costante etichettatura
domenicale di città criminale.Abbiamo cercato di
replicare a queste assurde situazioni e restrizioni che
ci sono state imposte, manifestando il nostro dissenso
sempre in maniera CIVILE cercando quantomeno di
sostenere e di non abbandonare mai i nostri amati colori
in maniera sempre coerente e costante. Non possiamo
dimenticare infatti, il sostegno avvenuto dall’esterno
dello stadio nelle gare contro il Foligno e l’Arezzo,
che non hanno portato a nessuna “turbativa di ordine
pubblico” e che è conseguito solo nella vittoria della
nostra squadra che ha conquistato sei punti in
classifica fondamentali per la nostra auspicata
salvezza. Dopo essere stati privati a lungo del nostro
stadio, e dopo aver assistito a molteplici episodi che
considerare assurdo è ben poco, c’ è stato possibile
ritornare finalmente nella nostra amata curva, cercando
di dimenticare presto tutti i torti già subiti. Nelle
gare casalinghe, infatti, esemplare è stato il nostro
comportamento sugli spalti, dove abbiamo sostenuto la
nostra squadra, con tanto di quell’amore che è difficile
quantificare in queste semplici righe. Nonostante
l’assurda repressione che abbiamo subito dall’inizio
della stagione, come se fosse stato poco quello che
avevamo già pagato, in settimana, ad alcuni esponenti
dei gruppi, la cui unica colpa è stata quella che più di
altri si sono prodigati per coordinare il tifo dei
nostri amati colori, sono state notificate assurde
sanzioni. Forse è il primo caso avvenuto in Italia, che
riassume al meglio l’enorme esagerazione della Questura
di Taranto forse un pò troppo attenta a far rispettare
le leggi antiviolenza, che occuparsi di problemi davvero
più seri, dei quali è afflitta la nostra splendida
città. Proprio a seguito di questi inspiegabili verbali
e di questo nuovo capitolo di esagerata repressione nei
nostri confronti sono dovute le nostre opportune
considerazioni; è vero che esistono delle normative
sull’antiviolenza che devono regolare il comportamento
sugli spalti, ma è anche vero, comunque, che in Italia
la legge è uguale per tutti ed invece non lo è stato, e
non lo è tutt’ora per noi, rispetto a ciò che avviene
domenicalmente nelle altre città italiane. Come lo
spieghiamo allora che nelle serie A e B, come se nulla
fosse successo dopo l’introduzione di queste leggi, si
continuano a portare striscioni, bandiere e in molti
casi accesi anche fumogeni e torce? Perché Taranto deve
pagare sempre un prezzo superiore agli altri? Come mai
tanto accanimento nei confronti della nostra piazza? In
molti casi sembra come se queste leggi antiviolenza
debbano essere rispettate solo a Taranto, infatti , in
nessun altro stadio d’Italia si è visto un così cieco
accanimento, contro gli ultras, in maggior ragione del
fatto che, proprio noi, che ci siamo presi sempre le
nostre responsabilità dei nostri comportamenti, in
queste giornate abbiamo avuto solo la colpa di essere
stati protagonisti di un comportamento unico ed
esemplare. Evidentemente negli altri stadi d’Italia, lo
spettacolo deve continuare mentre a Taranto qualcuno ha
deciso di volerlo fermare. Dopo l’arrivo di questi
provvedimenti, ennesimo ed incredibile abuso nei nostri
confronti, possiamo affermare, senza scanso di equivoci,
che di sicuro a Taranto non si può più tifare. Per
questo motivo, con sommo rammarico, i gruppi Ultrapaz,
Gruppo Zuffa, Psyko Group, Nevrotik, Angeli della Nord,
Ultracep, comunicano, che per il resto della stagione,
si asterranno dal tifare, per far capire, soprattutto a
coloro che sono diffidenti nei nostri confronti e che
ci vogliono fuori dagli stadi, come sia incolore una
partita di calcio senza ultras. Ci dispiace aver
intrapreso questa decisione, in un momento determinante
e delicato della nostra stagione, la squadra ha bisogno
di noi e sicuramente anche noi abbiamo ancora tanta
voglia di sostenerla fino a portarla alla salvezza ma,
evidentemente, qualcuno dall’alto, vuole il male dei
tifosi del Taranto e delle nostri sorti sportive.
...AVANTI
ULTRAS !!!
Inviataci per
E-mail da : claudio marzulli [claudiettogz@hotmail.it]
Stadi
d’Italia La storia del calcio italiano attraverso i
suoi templi
Un lungo
viaggio attraverso gli stadi di calcio in Italia per
scoprire il fascino della loro storia e delle loro vicende
sportive. Notizie, immagini e curiosità sul mondo delle
nuove arene che, come i circhi e gli anfiteatri
nell’antichità classica, sono ancora oggi i luoghi urbani
deputati ad ospitare gli spettacoli sportivi e le
manifestazioni di massa. Oltre centocinquanta stadi, alcuni
celebri alcuni poco conosciuti, alcuni nuovi alcuni
scomparsi, per riscoprire la storia del calcio italiano
attraverso i suoi templi.
Per
informazioni:
Dott. Sandro Solinas
Via Don Calvi, 22
36023 Longare (VI)
Tel. & Fax: 0444 953750
Cell.: 3494643919
Gli
Ultras si raccontano, in un libro, un quarto di secolo di tifo,
dalla fondazione al momento in cui il gruppo decise di
sciogliersi, per poi ritornare nella Nord qualche anno dopo. Una
storia in immagini e in ritagli di giornali, narrata da
Alessandro Barillaro in "Ultras Grigi, Alessandria
1974-1998...la nostra storia": un volume di tifo e di passione,
capitolo fondamentale del calcio alessandrino, che da Sabato 15
Dicembre sarà in vendita (25 Euro) alla Libreria "Il Libraccio"
e all'edicola di Piazzetta della Lega. Da Febbraio 2008,
inoltre, sarà disponibile per l'acquisto online.
In
seguito ai fatti di Catania ci stanno usando come capro
espiatorio di tutto lo schifo che si è creato nel mondo del
calcio. Nel mondo ultras qualcuno si è preso le proprie
responsabilità (al contrario di istituzioni e mass media),
nonostante i fatti siano successi in un'altra città e le persone
che compiono certi atti non possano definirsi Ultras.
Dimostriamo a tutti che nonostante tutto siamo comunque fieri di
essere quello che siamo, e lo saremo sempre.
Noi di orgogliogobbo.com abbiamo deciso di appendere sui balconi
sciarpe, bandiere e stendardi di stampo ultras.
Bisogna ESSERE NON APPARIRE, certo, ma secondo la nostra
idea questa volta dobbiamo fare un' eccezione, e oltre che
ESSERE si deve anche APPARIRE,per ribadire a tutti
che siamo fieri di essere quello che siamo SEMPRE e
COMUNQUE!
Ultras Italiani, mettete l'odio da parte e seguiteci in questa
iniziativa. Mai come ora dobbiamo stare uniti...
I
COLORI CI DIVIDONO...LA MENTALITA' CI UNISCE! AVANTI ULTRAS!
Inviato da: federico scaramucci [fscaramucci@hotmail.com]
Convegno Nazionale “QUALE FUTURO PER IL TIFO ORGANIZZATO?” - LA
PASSIONE SPORTIVA COME MOMENTO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE,
Pesaro, Palazzetto dello Sport di Via Partigiani, sabato 24
novembre 2007, ore 15.00
Chi Siamo:
cos’è il CPGE ( Consiglio Provinciale dei giovani eletti )
La Provincia
di Pesaro e Urbino ha istituito, su proposta del Presidente
della Provincia e con deliberazione del Consiglio Provinciale
n.87 del 24.10.2005, il Consiglio Provinciale dei Giovani
eletti, composto da ragazze e ragazzi di età compresa tra i 18
ed i 30 anni rappresentanti di enti locali, associazioni
giovanili, culturali e di categoria, istituti superiori ed
Università, con lo scopo di ottimizzare le condizioni
istituzionali di partecipazione degli stessi alla vita
provinciale.
Ciò nasce dall’esigenza
di consentire ai giovani della provincia di Pesaro Urbino di
partecipare attivamente alla progettazione e realizzazione degli
obiettivi strategici per il nostro territorio, impegnandoli
attivamente nella vita politico-amministrativa dell’ente.
Il Consiglio Provinciale
dei giovani eletti è il luogo dell’elaborazione di una logica
politica pensata con e per i giovani, dove ci è consentito di
prendere parte in modo significativo ai cambiamenti sociali e
culturali di questa provincia ed esserne protagonisti.
Ci proponiamo con questo
Convegno di sensibilizzare i giovani del nostro territorio alla
conoscenza di una tematica molto delicata e sentita
dall’opinione pubblica nazionale e locale, anche in
considerazione del fatto che la partecipazione alle vicende
sportive delle squadre locali si pone sempre più come momento di
identificazione dei giovani con le realtà del proprio
territorio.
Introduzione
L’enorme impatto dei
recenti e gravi episodi di cronaca ripropone alla ribalta il
tema delle norme antiviolenza nelle manifestazioni sportive,
soprattutto nel mondo giovanile.
A partire dal 1989 si
sono susseguite numerose leggi speciali nel tentativo di
reprimere gli eventi di cronaca legati ad episodi di violenza
negli stadi e negli impianti sportivi.
E’ stato però a partire
dal 2005, dal cosiddetto pacchetto Pisanu, fino ad arrivare al
recente decreto Amato, che la legislazione ha apportato i più
grandi cambiamenti, rivoluzionando la vita e le abitudini degli
sportivi, con il fine di garantire la tanto auspicata sicurezza
negli impianti.
Tali cambiamenti hanno
determinato un grande interesse dell’opinione pubblica per il
mondo del tifo organizzato, con quest’ultimo in aperta polemica
con le predette istituzioni per norme considerate ingiuste e
inidonee alla risoluzione dei problemi.
Non si può pertanto fare
a meno di osservare come termini tecnici legati agli ambienti
sportivi, quali “D.A.SPO.”, “tornelli o biglietti nominali”, si
siano tramutati in argomenti di stretta attualità e sempre più
al centro di dibattiti e roventi polemiche.
Obiettivi
Gli obiettivi di questo
Convegno sono quelli di avvicinare le istituzioni e le
tifoserie, composte per lo più da ragazzi, far conoscere ai
giovani le problematiche attinenti il rapporto che intercorre
tra essi e chiarire alcuni aspetti relativi alle norme
anti-violenza alla luce delle recenti riforme, anche al fine di
contribuire ad una generale distensione dei rapporti che
consenta a tutti di poter tornare a godere dei valori autentici
legati allo sport.
Un momento di incontro e
di confronto culturale, per far luce sui motivi che hanno
alimentato ed alimentano tutt’oggi la protesta delle tifoserie
organizzate nella speranza di un confronto aperto con il mondo
delle istituzioni, delle forze dell’ordine e della politica.
Riteniamo infatti che
solo una regolamentazione concertata tra tutti gli attori
sociali, possa prevenire gli episodi di violenza e nel contempo
sia garantista dei diritti e delle esigenze di tutti coloro che
frequentano gli impianti sportivi. Il radicamento nel territorio
dei giovani, la cultura delle proprie tradizioni è profondamente
legata al mondo dello sport e del tifo. Oggi l’informazione ci
racconta di un grande malessere, di una profonda frattura fra le
parti coinvolte, istituzioni e tifoserie organizzate, con queste
ultime unite nella protesta contro le recenti disposizioni
normative.
E’ proprio da questo
strappo, da questa distanza, nell’auspicio di trovare un punto
di incontro tra le parti, che ci proponiamo dunque di ripartire!
Info
Segreteria organizzativa: Federico Scaramucci, Alessandro
Mengarelli, Mila Della Dora
Il viaggio di
“Ultras nel mondo: Curve infuocate”
(Football Hooligans International) continua giovedì
29 Novembre
alle 22.00
(piattaforma SKY, canale 420 -replica
martedì 4
alle 23.00)
con lo special sulle
tifoserie turche.
Il popolo turco ha un forte senso dell’onore e d’identità
nazionale.Il fanatico tifo calcistico, la diffusa
cultura dell’uso del coltello ed una faida in corso con gli
hooligans inglesi rendono questo viaggio particolarmente
eccitante ma pericoloso per Danny.
Danny incontra le tifoserie appartenenti alle due maggiori
squadre di Istanbul, Fenerbahce e Galatasaray.Si addentra nel territorio del Galatasaray per
incontrare i suoi hooligans.
Questi gli forniscono la versione turca della
storia della tristemente nota battaglia contro i tifosi del
Leeds, durante la quale due britannici furono accoltellati a
morte.
Danny assiste alla partita più importante della Turchia: il
derby di Istanbul:Fenerbache - Galatasaray.In questa tesa giornata di derby, i tifosi del
Galatasaray arrivano in taxi allo stadio del Fenerbache
sulla sponda asiatica del Fiume Bosforo dove sono poi
bersagliati da sequele di insulti e oscenità. Gli hooligan
del Fenerbahce invitano Danny a vedere la partita insieme a
loro; sarà un’esperienza fatta di bengala, bandiere, fuochi
d’artificio e gas lacrimogeno. Con le pietre che piovono
sugli spalti dove si trovano i supporter della squadra
ospite, e la polizia che sente molto la temibile forza dei
tifosi, nessun può sentirsi al sicuro in questa polveriera.
Dopo la sconfitta, i tifosi del Galatasaray cominciano a
fare a pezzi lo stadio del Fenerbahce.
Le “tifoserie” turche
Squadra di calcio: Galatasaray
Tifoseria: “Ultra Aslan”
Squadra di calcio: Fenerbache
Tifoseria: ‘Kill for You’ (KFY)
Istanbul è la sede di uno dei più agguerriti derby del
calcio, la città dove l’oriente incontra l’occidente, l’Asia
incontra l’Europa, il Fenerbache incontra il Galatasaray.
Queste due squadre hanno una rivalità di lunga data che fa
sì che la passione dei tifosi si riversi per le strade
sfociando nella violenza. Le tifoserie delle due squadre,
KFY e Ultra Aslan, si scontrano regolarmente per le strade
di Istanbul brandendo l’arma prediletta dei tifosi turchi:
il coltello.
Squadra di calcio: Karsiyaka
Tifoseria: KSK Çarşı
Squadra di calcio: Goztepe
Tifoseria: Yalı
Se la Serie A turca può sembrare l’inferno, è nelle serie
minori che entrano in azione i veri hooligans del calcio.
E’ nella bellissima città portuale di Izmir che troviamo due
squadre al top della rivalità. Karsiyaka e Goztepe sono
acerrime rivali. L’ultima volta che le squadre si sono
incontrate, un tifoso è stato accoltellato a morte. Le
squadre sono guidate da veri e propri capi, dei generali che
dirigono le loro truppe sugli spalti per incitare le
rispettive squadre.
In questo caso, i tifosi hanno un maggiore controllo sulla
società calcistica, ed il presidente, i giocatori ed il team
manager vivono nel timore di ciò che le tifoserie possono
fare e delle conseguenze che questo può avere sulla squadra
e la società. In occasione di una vittoria netta della
squadra del Karsiayka allo stadio Ataturk, uno dei capi
tifoseria ha portato tutta la squadra dai tifosi per
assicurarsi che vedesse bene quanto questi avevano
apprezzato la sua prestazione. Questo potere e questo forte
sostegno dei tifosi è ciò che, con grida terrificanti, tiene
vive le squadre di calcio.
Come
al solito, vi ricordo di inviarmi il link al materiale
quando sarà pubblicato.
E’
dedicata all’Italia l’ultima puntata di
“Ultras nel mondo: curve infuocate”
(Football Hooligans International), un viaggio in dieci episodi
attraverso le più famose tifoserie del mondo per cercare di fare
luce sul mondo degli ultras: i gruppi di hooligans che portano
la violenza organizzata nel “gioco più bello del mondo”.
In
prima visione assoluta,
giovedì 6 dicembre alle ore 22.00
[con replica martedì 11 dicembre alle ore 23.00], Danny Dyer
incontrerà
alcuni tra i più appassionati gruppi hooligans made in Italy.
(La puntata è stata registrata prima degli ultimi spiacevoli
avvenimenti dell’11 novembre).
Un esperimento unico quello della serie
“Ultras nel mondo: curve infuocate”
che nelle puntate precedenti ci ha portato tra le tifoserie di
Inghilterra, Scozia, Balcani, Olanda, Polonia, Russia,
Argentina, Brasile e Turchia. Ora Danny Dyer è arrivato in
Italia dove incontrerà le tifoserie della Roma, della Lazio,
della Juventus, dell’Atalanta e del Brescia.
La passione del numero 1 dei supporters bergamaschi, il celebre
Bocia, è forte e viva come non mai: “Il calcio
oggi è davvero uno schifo, ma la passione vera è ancora
tramandata nelle nostre case. Noi finché esisteremo la porteremo
avanti fino alla fine”. La sua passione nasce dalla
consapevolezza di essere parte di una città, di un territorio.
“Devi difendere uno striscione – spiega il Bocia – ma prima di
fare uno striscione devi essere gruppo!”.
Danny assiste inoltre a quello che è considerato il miglior
derby d’Europa: Roma - Lazio. Per conoscere meglio le due
tifoserie decide di vedere metà del derby nella Curva Sud con i
“Roma Ultras”, e l’altra metà nella Curva Nord con gli “Irriducibili”,
i noti hooligans della Lazio. Per prepararsi alla partita del
derby, Danny fa visita agli Irriducibili, tra le prime tifoserie
ad essere gestite come un’azienda, con il controllo
dell'attività di merchandising del club inclusa la vendita di
magliette. Con i guadagni, gli Irriducibili hanno creato una
stazione radio. Danny riesce ad entrare nella stazione radio e
ad ascoltare i messaggi letti dai leader in carcere, che dicono
alla Curva Nord di fare festa al derby. Gianluca Tirone, il
presentatore de “La Voce della Nord” spiega il significato di
Irriducibili: “Una parola che significa persone che non si
arrendono mai, che non si riescono a ridurre”. Durante la
partita, Danny assiste a scontri della polizia con tifosi,
fumogeni, bengala e a coreografie dei tifosi come non ne aveva
mai viste altrove, ed esclama: “Provo una sensazione
indescrivibile”.
Le tifoserie di Juventus, i “Drughi”, dell’Atalanta e di
Brescia, “Brescia 1911”, gli raccontano la loro passione
per questo gioco, e Danny scopre che la tragedia dell’Heysel è
ancora particolarmente viva nella memoria dei tifosi della
Juventus. I “Drughi” della Juventus prendono il loro nome dai
Droogs di Arancia meccanica. La tifoseria ha consentito a
Danny di potere vedere da vicino, cosa senza precedenti, le
proprie attività, portando una telecamera in una trasferta
contro il Genoa e filmandosi mentre aggrediscono la polizia e
fanno a pezzi lo stadio. “Essere Drughi vuol dire essere gente
tosta – dichiara Mimmo, il capo storico dei Drughi – gente
regolare, gente a posto. Vuol dire essere Ultrà. Vuol dire non
avere paura di niente e di nessuno”.
Editrice Lo
Sprint [7 euro - in edicola e librerie]
Da
alcuni giorni nelle edicole e librerie della Liguria è
in vendita il volume che ricostruisce tutto quello che
di strano è accaduto nei processi sportivi di primo e
secondo grado che hanno spedito il Genoa dalla A alla C.
Atti, documenti e "gialli inediti" per arrivare a una
verità che nessuno ha mai voluto raccontare.
Ancora una volta non tutti
ne hanno parlato. Certa stampa ha fatto finta di nulla e
altri hanno minimizzato, quasi che sia andato tutto in
prescrizione. Oltre al libro, però, pesano come macigni
le parole dette da un giudice serio come Mario Sossi e
da un uomo di stato quale Fulvio Cerofolini. Riportiamo
qui sotto le loro valutazioni insieme a quanto emerge di
nuovo nel "Caso Genoa" dal libro scritto dai giornalisti
genovesi Pistacchi e Menduni.
Se anche questo volume non
servirà per quel che concerne la vita sportiva del Genoa,
siamo certi che è fondamentale per la dignità e
l'orgoglio rossoblù, come ribadito dal Presidente
Preziosi. Senza dimenticare che nei giorni
dell'arbitrato è bene che tutti ricordino che razza di
processo ha subito il Genoa. E poi non dimentichiamoci
che un processo penale è ancora in corso e le novità
portate dal volume possono influire eccome...
Ancora una volta saranno i
tifosi del Grifone ha far circolare la verità... visto
che qualcuno è ancora restio a farlo dopo più di un
anno... E non crediamo sia giusto dire che è acqua
passata...!
Grazie quindi per lo spazio
che dedicherete sui vostri siti a questa pubblicazione
che ci auguriamo vogliate leggere e commentare, con il
solito pluralismo e libertà di opinioni che da sempre
contraddistinguono la tifoseria genoana.
“LE MISURE ANTI-VIOLENZA NELLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE
TRA ISTITUZIONI E TIFOSERIE ORGANIZZATE”
Con la presente si INVITA a partecipare al
Convegno “LE MISURE ANTI-VIOLENZA NELLE
MANIFESTAZIONI SPORTIVE TRA ISTITUZIONI E TIFOSERIE
ORGANIZZATE” , promosso da ELSA ITALIA,
che si terrà in Urbino, in data 2 marzo 2006 alle ore
15:00 alla Sala Serpieri, Piazza della Repubblica.
Come si può comprendere dal titolo, si
propone di effettuare un confronto tra rappresentanti
del ministero e dei principali gruppi del tifo
organizzato, partendo dall’analisi delle misure
anti-violenza adottate nel corso degli anni.
Avremmo piacere di vedere un confronto di
dialogo aperto dove anche le rappresentanze delle
tifoserie possano esprimersi.
Confidando in un positivo accoglimento del
presente invito,
Vi porgiamo i nostri più rispettosi
saluti.
Michele Corleto
Presidente ELSA ITALIA
Info:
Dott. Federico Scaramucci - Vice Presidente ELSA ITALIA
(delega Attività Accademiche)
LE MISURE ANTI-VIOLENZA NELLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE
TRA ISTITUZIONI E TIFOSERIE ORGANIZZATE.
§
PREMESSA
L’Associazione ELSA
ELSA, acronimo di “The European Law Students'
Association”, è un’organizzazione
internazionale, indipendente, non governativa (NGO),
apartitica e senza scopo di lucro. Fondata nel 1981 da
studenti austriaci, polacchi, tedeschi ed ungheresi,
costituisce attualmente la più grande associazione del
mondo per studenti e giovani laureati in materie
giuridiche; infatti, essa conta più di 25.000 soci ed è
presente in 38 Paesi europei ed in oltre 200 città
universitarie.
ELSA si prefigge lo scopo di costituire un network
internazionale, solido e capillare per i futuri
professionisti del diritto, contribuendo a fungere da
“cinghia di trasmissione” tra il mondo della formazione
universitaria e il mondo delle professioni forensi e
giuridiche in genere.
Attraverso le proprie attività, contribuisce allo
sviluppo della cultura e dell’educazione giuridica in
Europa; incentiva contatti e sinergie in campo
accademico e professionale tra gli studenti ed i giovani
laureati in giurisprudenza; offre opportunità di
confronto tra i vari sistemi giuridici europei in
un'ottica di dialogo e cooperazione scientifica;
promuove la formazione di operatori giuridici
professionalmente qualificati in ambito europeo ed
internazionale.
Quale importante riconoscimento della bontà delle
proprie iniziative, l’ELSA ha conseguito il
“Consultative Status” presso il Consiglio d’Europa,
l’UNESCO, il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni
Unite (UN ECOSOC) ed anche l'UNCITRAL (Commissione delle
Nazioni Unite per il Diritto Commerciale
Internazionale). L’Associazione, inoltre, si avvale del
“Corrispondency Status” presso l’UNICEF ed è in
“accordo di cooperazione” con l’UNHCR (l’Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati).
§
PROGETTO
La violenza nello sport, derivante da scontri tra
tifosi, ha origini che risalgono già agli inizi del
secolo scorso, agli albori del movimento sportivo e
calcistico se è vero che già le cronache del
5 luglio 1925
raccontano come, durante la
finale interregionale tra Genoa e Bologna si
registrarono gravi disordini, alla stazione torinese di
Porta Nuova, con due feriti per colpo d’arma da fuoco.
Per prevenire ulteriori incidenti, l’incontro venne poi
disputato a Torino il 9 agosto alle ore 8 di mattina, a
porte rigorosamente chiuse e senza informazioni date
alla stampa, per esplicita decisione della Federcalcio.
Gravi episodi di violenza si registrarono anche durante
gli anni 30, in occasione di due derby capitolini, con
tanto di intervento della polizia a cavallo e a Livorno
quando allo stadio “Ardenza”, il pubblico di casa,
inferocito per la retrocessione, assalì i giocatori
della squadra ospite della Juventus. E’ però a
partire dagli anni settanta che in Italia, con la
nascita dei primi gruppi di tifo organizzato, il
fenomeno è dilagato in maniera incontrollata, con
notevoli discussioni e accesi dibattiti nell’opinione
pubblica. Fin dal primo momento le istituzioni hanno
cercato di arginare il fenomeno con drastici
provvedimenti, ma sono state le recenti disposizioni
normative a sancire una netta e definitiva frattura con
le tifoserie organizzate. A nessun spettatore di ogni
stadio, di ogni palazzo dello sport, di ogni impianto,
potrà sfuggire il profondo malessere insito tra i
cosiddetti “ultras”, ossia gli esponenti più caldi del
tifo, profondamente divisi tra loro da rivalità
sanguigne, ma mai come ora uniti nella ferma e
determinata contestazione verso le misure adottate,
sfociata in scioperi di massa, curve vuote e striscioni
polemici; la protesta ad oltranza trova spazio anche
sul web se si considera come, nella maggior parte dei
siti internet dei gruppi ultrà, esistono apposite
sezioni dedicate alla lotta alla cosiddetta repressione,
con tanto di legislazione e di indicazioni utili per il
tifoso. Lo scopo del convegno è pertanto quello di
attuare un confronto tra le parti, tra rappresentanti
delle istituzioni e quelli del tifo organizzato,
partendo dall’esame delle disposizioni contenute
nell’ormai storica legge n° 401 del 13/12/1989, con la
quale si tentò, per la prima volta, di arginare, con una
specifica normativa, i fenomeni di violenza. Tale legge
resta famosa per l’introduzione del provvedimento
repressivo più celebre e noto, il tanto dibattuto DASPO,
meglio conosciuto, tra i tifosi organizzati, come
“diffida”; il DASPO che letteralmente significa Divieto
di Accedere a manifestazioni Sportive, è una sanzione
amministrativa, cui spesso si accompagna l’obbligo di
una o più firme in commissariato, in concomitanza con
gli eventi sportivi che interessano il soggetto
diffidato sia in casa che in trasferta. Le norme
anti-violenza, introdotte dalla 401/1989, sono state
integrate ed arricchite da numerose disposizioni
legislative, e precisamente dalla legge n°45 del 24
febbraio 1995, n° 377 del 19/10/2001,
n° 88 del24/04 2003
e dal decreto legge n° 162 del 17/08/2005,
convertito nella recentissima legge n° 210 del
17/10/2005. A tale legislazione si è aggiunta, nel
giugno 2005, l’approvazione di tre decreti
amministrativi firmati dai ministri dell'Interno
Giuseppe Pisanu, dei Beni Culturali Rocco Buttiglione e
dell'Innovazione Tecnologica Lucio Stanca e meglio noti
come “pacchetto Pisanu”, aventi ad oggetto
principalmente l’introduzione dei biglietti nominali, di
specifici apparati di videosorveglianza e particolari
regole per l’organizzazione e la sicurezza degli
impianti stessi. Sono state proprio tali ultime
disposizioni, in concerto con il decreto legge 162 del
17/08/2005, ora convertito in legge dello Stato, ad
unire i gruppi del tifo organizzato di tutta Italia, già
in agitazione per l’inasprimento delle sanzioni
introdotte in questi ultimi anni, nella protesta ad
oltranza, in nome dello slogan “più decreti meno
spettatori”.
E’ proprio da questa protesta, da questo netto strappo
tra le parti, che ci proponiamo dunque di partire!
Ore 15,30 - Cronistoria delle misure anti-violenza in
Italia, dalla 401/1989, fino al “pacchetto Pisanu” (
Dott. Carlo Balestri , Progetto Ultrà , U.I.S.P.
Emilia-Romagna )
Ore
16,00 - Misure specifiche: il DASPO e l’obbligo di
comparizione personale
(Avv.
Francesco Ranocchi, Avv. Lorenzo Cantucci)
Ore
16,30 - Flagranza differita, giudizio direttissimo e le
altre norme anti-violenza; proposte di riforma del DASPO
(Avv. Lorenzo Contucci)
Ore
17,15 - Le disposizioni sulla sicurezza negli stadi e il
“pacchetto Pisanu”
(Dott.
Francesco Tagliente - Presidente Oss. Nazionale
sulle Manifestazioni Sportive; Direttore del Servizio
Ordine Pubblico del Dipartimento della Pubblica
Sicurezza ) *
Ore
18,00 - Aggiornamenti in tema di “DASPO” dai
Parlamentari invitati
Ore
18,30 - Considerazioni e riflessioni delle varie
tifoserie organizzate - Dibattito
Ore 19,00 - cocktail
finale
* in attesa di conferma
Dichiarazione inviata dai
gruppi Ultrà ai giornali dopo l'omicidio di Vincenzo
Spagnolo
"BASTA LAME BASTA INFAMI"
Domenica Vincenzo
Spagnolo, un ultrà del Genoa, è morto.
L'ennesimo assurdo agguato ci fa dire basta. Basta con
questi, che ultrà non sono, che cercano proprio a spese
del mondo Ultrà di fare notizia, di diventare grandi
ignorando il male fatto (come in questo caso
irreparabile). Basta con la moda dei 20 contro 2 o 3 o
di molotov e coltelli.
Ultrà, alla ripresa del campionato ci aspetta un altro
periodo durissimi, la polizia ora ha carta bianca, gli
unici davvero che ci rimetteranno saremo noi che con
questi vili comportamenti non abbiamo nulla a che
spartire. Ora se davvero ultrà è un modo di vivere,
tiriamo fuori le palle. Se altre volte ci siamo girati,
pensando che in fondo erano problemi altrui, ora
gridiamo basta.
L'alternativa non c'è.
Ci troveremo tra poliziotti che aspettano solo di
vederci finiti e questi luridi infami che fregandosene
di tutto e di tutti continueranno con i loro agguati
dove non serve nemmeno essere coraggiosi.
Uniamoci contro chi vuol far morire tutto il mondo
ultrà, un mondo libero e vero pur con tutte le sue
contraddizioni."
PREMIO "SANDRO CIOTTI"
Gentile Signori,
Il premio Sandro Ciotti,
organizzato dalla Fondazione Solidarietà & Cultura e
patrocinato dal Comune di Montalto di Castro, ha lo
scopo di premiare i comportamenti di civiltà dei tifosi
all’interno e fuori gli stadi.
La Fondazione Solidarietà e
Cultura è un’organizzazione non lucrativa di utilità
sociale. Il suo scopo principale è prestare assistenza
alle persone anziane e ai portatori di handicap fisici
e mentali, cercando di promuovere il loro inserimento
nel tessuto sociale e lavorativo.
Per fare questo la
Fondazione gestisce strutture destinate ad ospitare
stabilmente tali persone nonché attività sociosanitarie,
didattiche, formative, occupazionali, culturali,
espositive, sportive e sociali in genere.
In quest’ottica il
patrocinio al Trofeo “Sandro Ciotti” rappresenta un
segno per una visione dello sport che la Fondazione
vuole promuovere, basato sui valori della sana
competizione e del tifo come mezzo di aggregazione,
esaltatore di creatività.
Il
giorno sabato 8 ottobre alle ore 18.00, si è assegnato
il 1° Premio Sandro Ciotti.
L’evento si è tenuto nel complesso di S.Sisto, Comune di
Montalto di Castro.
E’ stato assegnato il premio
al tifoso, o al club di tifosi, che ha ideato lo
striscione più creativo.
Premio consistente in un
vero STRISCIONE, lo scudetto degli striscioni, da
esporre per tutto il campionato.
Assegnato, inoltre, un
PREMIO IN DENARO al gesto sportivo dell’ anno, compiuto
dai tifosi dentro e fuori gli stadi. Il premio servirà a
finanziare un progetto dedicato al sociale scelto dal
vincitore, tra quelli proposti dal comune di
appartenenza.
Tra i
membri della giuria presenti tra gli altri, il
Presidente del Coni, Gianni Petrucci, Sandro Piccinini,
Gianni Rivera, Felice Pulici, il direttore sportivo
dell’A.S. Roma Daniele Pradè,
Giancarlo Dotto, il
presidente dell‘Istituto Luce Andrea Piersanti e il
presidente della Lega nazionale dilettanti Carlo
Tavecchio.
Presenti anche molti
giornalisti regionali e nazionali.
La
manifestazione è stata presentata da Cristiano Militello,
inviato di «Striscia La Notizia» e già autore di due
raccolte dedicate agli striscioni più divertenti apparsi
negli stadi italiani, e dalla giornalista di Mediaset
Marica Morelli.
L’appuntamento è stato un vero successo, basti pensare
alla presenza i giorni successivi su quotidiani
nazionali e ai servizi sul TG2 e su STRISCIA LA NOTIZIA,
con 3.000.000 di spettatori.
Il
nostro sito
www.premiosandrociotti.it, dal giorno della
manifestazione sta registrando molti accessi.
Stiamo
ristrutturando la veste grafica e intendiamo fare delle
sezioni apposite per la serie A, serie B e Nazionale.
Ora
siamo qui a scrivere questa lettera, per chiedere, come
stiamo facendo con tutte le società, un aiuto per
potenziare il Premio e promuovere i comportamenti di
civiltà dei tifosi.
Il
sostegno che chiediamo è quello di poter avere un
piccolo spazio nel vostro sito ufficiale.
Una
“piccola vetrina” con un link.
Normale, che noi ci impegneremo a segnalarvi sul nostro
sito.
Così
facendo tutti i tifosi e gli addetti ai lavori,
conoscerebbero il Premio Sandro Ciotti e il suo impegno
nel sociale.
In questa ottica la
collaborazione della vostra società al Premio sarebbe un
segno verso una nuova visione dello sport, sempre più
legato ad etica e responsabilità sociale, di certo in
linea con i criteri dei codici etici, ispirati alla
corporate governance, e sempre più adottati da imprese e
banche.
Restando
in attesa di una Sua risposta e disponibili per ogni
eventuale chiarimento, Le porgiamo
Fondazione SOLIDARIETA’ &
CULTURA Onlus Sede legale : P.zza G. Matteotti, 13
– 01014 Montalto di Castro (VT) Sede
operativa : Via G. Garibaldi , snc – 01014 Montalto di
Castro - Tel. 0766.89077 – fax 0766.871434